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Migrazione e invecchiamento: un’analisi approfondita tra Italia e Africa

Scopri come il progetto Taia sta esplorando le dinamiche tra migrazione e invecchiamento con un focus su Italia, Tunisia e Senegal.
  • Il progetto Taia, finanziato dal Prin Pnrr nell'ambito del programma Next Generation EU, esplora le politiche migratorie e l'accesso ai servizi socioassistenziali per gli anziani.
  • Entro il 2050, gli ultraottantenni in Italia saranno 7 milioni e 600 mila, un aumento significativo rispetto ai dati attuali (fonte ISTAT).
  • Il programma AGE-IT, con un finanziamento di oltre 114 milioni di euro e 350 ricercatori, affronta dieci grandi sfide legate all'invecchiamento, incluse le dinamiche migratorie.

(ANSAmed) – TUNISI, 05 LUG – Comprendere le politiche migratorie di cittadinanza che facilitano o ostacolano i progetti di mobilità dei soggetti anziani e l’accesso ai servizi socioassistenziali è lo scopo ultimo del progetto di ricerca Taia (Transnational Aging between Italy and Africa). Questa iniziativa, finanziata dal Prin Pnrr nell’ambito del programma europeo Next Generation EU (Ngeu), Missione 4 – Ricerca e istruzione, mira a inquadrare i rapporti di mutuo scambio tra l’Italia e il continente africano alla luce delle trasformazioni demografiche e sociologiche riguardanti l’intensificarsi della mobilità internazionale e l’invecchiamento demografico globale.

I ricercatori di Antropologia Culturale del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Pavia, in collaborazione con colleghi delle Università di Milano-Bicocca e di Bologna, stanno conducendo ricerche tra Italia, Tunisia e Senegal per esplorare le traiettorie migratorie in età avanzata attraverso la raccolta di storie di vita individuali e familiari. L’Unità di ricerca dell’Università di Pavia, composta dal professore associato di Antropologia Culturale e Principal Investigator del progetto, Marco Gardini, e due ricercatrici post-doc, Gloria Frisone e Paola Schierano, si occupa dei rapporti tra Italia e Tunisia.

Gli obiettivi di Taia includono l’analisi dei modelli di mobilità degli anziani della diaspora italiana in Tunisia e della diaspora tunisina in Italia, l’individuazione di strategie di accumulo e gestione delle risorse economiche, e le strategie di accesso al welfare formale e informale per i membri anziani delle diaspore. Inoltre, il progetto indaga le relazioni di parentela e le reti di sostegno amicali e familiari lungo le rotte migratorie e le traiettorie transnazionali tra Italia e Tunisia.

I materiali etnografici raccolti sono utili a stimolare, sensibilizzare e promuovere il dibattito pubblico, coinvolgendo amministrazioni locali, nazionali e internazionali, attori istituzionali, professionali e comunità diasporiche con l’obiettivo di co-costruire e co-progettare, attraverso approcci collaborativi e partecipativi, politiche efficaci e sistemi di welfare per la sostenibilità sociale ed economica. I ricercatori di Taia sottolineano che il progetto rappresenta un contributo importante per le istituzioni europee ed extra-europee nella missione di costruire una società inclusiva e promuovere il benessere della popolazione mondiale, senza escludere gli anziani delle diaspore.

La ricerca italiana lancia la sfida all’invecchiamento

Entro il 2050, gli ultraottantenni in Italia saranno 7 milioni e 600 mila, tre milioni in più rispetto ad oggi (fonte ISTAT). Questo traguardo impressionante è in netto contrasto con il 1950, quando le donne e gli uomini che avevano compiuto ottanta anni erano cinquecentomila. Il cambiamento demografico della popolazione italiana è eccezionale: bassa fecondità e alti livelli di aspettativa di vita rendono il nostro Paese un caso di studio perfetto a livello internazionale.

Parte di questa sfida è affrontata da AGE-IT, un programma dedicato alla ricerca sui temi dell’invecchiamento, presentato presso l’Università di Firenze. AGE-IT è un Partenariato Esteso, un investimento dal Ministero dell’Università e della Ricerca all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che rappresenta un’alleanza pubblico-privato per fronteggiare la sfida di una società che invecchia inesorabilmente. Con un finanziamento di oltre 114 milioni di euro e 350 ricercatori, la rete di partner comprende 27 Università, centri di ricerca, industrie, enti e organizzazioni, sotto il coordinamento dell’Università di Firenze.

AGE-IT è organizzato in dieci grandi sfide che coprono vari settori disciplinari, con un’attenzione particolare a temi trasversali come il trasferimento tecnologico e il ruolo dell’apprendimento nell’invecchiamento attivo. Tra le questioni affrontate ci sono i limiti all’aumento della sopravvivenza in Italia, l’impatto del COVID-19, la bassa fecondità, il ruolo delle politiche migratorie nel contrastare il processo di invecchiamento, e le dinamiche sessuali e di formazione delle unioni in una società in cui si vive più a lungo.

Il coordinatore scientifico di AGE-IT, Daniele Vignoli, ordinario di Demografia all’Università di Firenze, ha sottolineato che “AGE-IT mette l’Italia al centro della ricerca nazionale e internazionale sul tema dell’invecchiamento e delle sfide che comporta per l’intero arco della vita in diverse dimensioni sociale, sanitaria e demografica”. La rettrice dell’Ateneo fiorentino, Alessandra Petrucci, ha aggiunto che “per l’Università di Firenze è di grande importanza e responsabilità contribuire alle prospettive future della società”.

I partner di AGE-IT includono Università di Firenze, Milano Bicocca, del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”, Padova, Ca’Foscari Venezia, Bologna, Roma “La Sapienza”, Napoli Federico II, Molise, “Aldo Moro” Bari, Calabria, “Luigi Bocconi”, Cattolica del Sacro Cuore, Vita-Salute San Raffaele, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, Istituto Nazionale di Statistica, Istituto Nazionale Previdenza Sociale, Istituto Nazionale di Ricovero e Cura per gli Anziani, Istituto Neurologico Mediterraneo, Tech4Care, Generali Italia, HealthWare Group, Beta 80 S. Software e Sistemi, Municipia Spa, Confcooperative, Sanofi.

Migrazione e invecchiamento: una sfida globale

È importante recuperare due principali fenomeni di cambiamento e trasformazione socio-demografica globale: il primo è l’invecchiamento progressivo della popolazione, il secondo è l’incremento dei flussi migratori. Secondo i dati Eurostat, nel 2019 il 20,3% della popolazione UE-27, più di un quinto, aveva un’età pari o superiore ai 65 anni. Le Nazioni Unite stimano che circa un miliardo di persone siano in movimento attraverso o all’interno dei confini nazionali e più di 250 milioni di individui vivano oggi in una nazione diversa da quella di nascita, definiti “migranti internazionali”.

In Italia, la popolazione immigrata è passata da 1 milione e mezzo nel 1990 a 6 milioni nel 2019, con oltre 650 mila persone sopra i 60 anni. In tutta Europa, il numero di migranti anziani è intorno ai 16,8 milioni. L’aumento dell’età della popolazione migrante comporta un cambiamento nei bisogni di salute, essendo più esposta a condizioni patologiche legate all’età, come le demenze, che non sono esclusive dei soggetti nativi.

Le dinamiche migratorie sono elementi chiave nei processi evolutivi delle società occidentali e non solo. Avviene per realtà sovranazionali, nazionali, regionali e locali. Fenomeni come l’invecchiamento della popolazione, le trasformazioni nei rapporti di genere e generazionali, e le interconnessioni tra processi di emigrazione e immigrazione hanno un impatto significativo sulla società. Gli aspetti della struttura demografica assumono un significativo interesse per ricercatori e decisori politici.

La linea di ricerca punta a legare diversi aspetti per costruire un quadro interpretativo unitario e complessivo, evidenziando elementi comuni. Le tematiche di interesse discendono da progetti riguardanti temi demografici e migratori. Tra questi, lo studio delle dinamiche della popolazione a vari livelli territoriali e le conseguenze sulla gestione del territorio e delle politiche locali. Inoltre, la dinamica migratoria internazionale, le politiche migratorie, di integrazione e accoglienza, e gli aspetti dell’immigrazione straniera in Italia e dell’emigrazione italiana sono fenomeni di mobilità interna e dinamiche di urbanizzazione.

Gli studi sulle diaspore sono condotti da prospettive differenti nello studio della migrazione all’interno del contesto della globalizzazione e del multiculturalismo, con attenzione alla ricostruzione storica della diaspora greca e l’indagine qualitativa sulla seconda generazione ellenica in Italia. La complessità dei processi migratori e demografici è affrontata attraverso analisi scientifiche quantitative e qualitative da un gruppo di ricerca multidisciplinare che include demografia, sociologia urbana del lavoro, geografia e antropologia sociale.

Bullet Executive Summary

In conclusione, lo studio delle dinamiche tra migrazione e invecchiamento rivela come questi due fenomeni siano interconnessi e influenzino profondamente la struttura socio-demografica delle società moderne. L’invecchiamento della popolazione e l’aumento dei flussi migratori rappresentano sfide significative che richiedono politiche innovative e un approccio inclusivo per garantire il benessere e la sostenibilità sociale ed economica. La ricerca e la collaborazione internazionale sono fondamentali per sviluppare soluzioni efficaci e promuovere una società più coesa e resiliente.

Una nozione base di invecchiamento e cura è che l’invecchiamento della popolazione comporta un aumento delle esigenze di assistenza sanitaria e sociale, che richiede un adeguamento delle politiche di welfare per garantire la qualità della vita degli anziani. Una nozione avanzata è che l’invecchiamento attivo, che promuove la partecipazione sociale e l’apprendimento continuo, può contribuire a migliorare la salute e il benessere degli anziani, riducendo al contempo la pressione sui sistemi di welfare.

Per quanto riguarda le migrazioni, una nozione base è che i migranti internazionali contribuiscono significativamente all’economia e alla diversità culturale delle società di accoglienza. Una nozione avanzata è che le politiche migratorie inclusive, che facilitano l’integrazione e l’accesso ai servizi, possono migliorare il benessere dei migranti e delle loro famiglie, favorendo al contempo la coesione sociale e lo sviluppo economico.

In definitiva, l’intersezione tra migrazione e invecchiamento richiede un approccio olistico e multidisciplinare per affrontare le sfide e sfruttare le opportunità che questi fenomeni presentano. La collaborazione tra ricercatori, decisori politici e comunità è essenziale per costruire una società più inclusiva e sostenibile per tutte le generazioni.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)

Un commento

  1. Questo studio sembra abbastanza interessante, ma mi chiedo quanto effettivamente i risultati possano influenzare le politiche migratorie. Potrebbe restare tutto sulla carta senza veri cambiamenti.

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