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Quali sono le cause profonde della tragedia di Roccella Jonica?

Un naufragio che ha scosso la comunità internazionale e ha portato alla luce l'indifferenza politica e sociale verso le dinamiche migratorie.
  • Il naufragio di Roccella Jonica ha provocato la morte di 26 persone e una ventina di dispersi, tra cui molti bambini.
  • I vescovi calabresi denunciano l'anestesia delle coscienze e le misure politiche miopi che non riescono a prevenire tali tragedie.
  • Più di 1000 lavoratori delle province della Calabria e della Sicilia rischiano di essere licenziati a causa della vertenza Abramo Customer Care.

Pochi giorni fa, un terribile naufragio al largo delle coste ioniche ha scosso profondamente la comunità internazionale. Decine di persone, tra cui molti bambini, hanno perso la vita in un evento che i vescovi calabresi hanno definito una “tragedia della miopia e dell’indifferenza”. Monsignor Fortunato Morrone, presidente della Conferenza Episcopale della Calabria, ha espresso la sua profonda preoccupazione per l’anestesia delle coscienze e le misure politiche miopi che non sono in grado di prevenire tali tragedie.

La voce della Chiesa calabrese si è levata forte per denunciare l’ennesima tragedia del mare, anonima e invisibile. Le immagini del terribile naufragio, avvenuto a 120 miglia dalle coste ioniche, non possono essere dimenticate: decine di morti, molti bambini, e gli sguardi persi e annichiliti dei superstiti sbarcati nel porto di Roccella. Scioccati, i presuli hanno gridato contro l’anestesia delle coscienze e contro le misure politiche miopi incapaci di evitare tali tragedie.

Governance globale e accoglienza

I vescovi calabresi auspicano che le dinamiche migratorie siano gestite a livello globale da un’unica governance sul territorio europeo. Monsignor Morrone ha ricordato che “l’umanità è sempre stata e sarà in continuo movimento sul fronte migratorio; è inutile lavorare in emergenza. L’Europa deve essere una comunità di nazioni, non di nazionalismi. Occorre uno sguardo politico di ampio respiro”.

La complessa macchina dell’accoglienza della Chiesa calabrese è in moto per soccorrere e sostenere uomini, donne e bambini. Questo impegno testimonia la dedizione dei volontari e delle volontarie che spendono la propria vita fedeli al Vangelo. “A loro va il mio grazie”, ha aggiunto l’arcivescovo, “portano speranza e il loro fondamentale lavoro sopperisce alle carenze delle nostre amministrazioni”.

Il naufragio anonimo e invisibile

Il naufragio di Roccella Jonica, definito dai vescovi calabresi come “anonimo e invisibile”, ha provocato la morte di 26 persone, tra cui numerosi bambini, e una ventina di dispersi. I vescovi della Calabria si sono uniti al dolore del confratello, vescovo di Locri-Gerace, mons. Francesco Oliva, e hanno denunciato l’anestesia delle coscienze di fronte all’ennesima sconfitta dell’umano. “Gli uomini, le donne e i numerosi bambini, i cui corpi attendono di essere riconosciuti dai familiari da tutta Europa, sono un forte richiamo ai singoli e alle istituzioni perché la voce del sangue dei fratelli che grida dal mare non resti inascoltata”.

La preoccupazione dei vescovi si estende anche alle numerose famiglie che vedono compromesso il loro futuro a causa della vertenza Abramo Customer Care. Più di 1000 lavoratori delle province della Calabria e della Sicilia rischiano di essere licenziati alla scadenza dell’amministrazione controllata dell’azienda. I vescovi dichiarano di essere “paternamente al fianco dei lavoratori, in sostegno della speranza e della giustizia”.

Un appello all’Europa

L’arcivescovo Morrone, durante un’intervista a Radio Vaticana, ha ribadito l’importanza di una visione politica di ampio respiro per affrontare il fenomeno migratorio. Ha citato le parole di Papa Francesco nell’enciclica “Fratelli Tutti”, esortando a superare i particolarismi e i nazionalismi per costruire una comunità di nazioni. “Quando ognuno pensa a sé, la società va in rovina, crolla il palco dell’umanità”, ha affermato Morrone.

Ha lodato gli sforzi delle amministrazioni locali, della Marina Militare e della Capitaneria di Porto, ma ha ribadito la necessità di un approccio sistemico e organizzato nell’accoglienza. “Bisognerebbe organizzare in modo più sistemico, perché questi fratelli che vengono sono una risorsa umana. Le crisi demografiche sono un’opportunità che non riusciamo a cogliere. Ogni momento di crisi è un’opportunità”.

Bullet Executive Summary

In conclusione, la tragedia di Roccella Jonica rappresenta un forte richiamo alla necessità di una governance globale e di un approccio sistemico nell’accoglienza dei migranti. La Chiesa calabrese, con il suo impegno costante, testimonia la bellezza di un’umanità accogliente e disponibile. Come ha ricordato l’arcivescovo Morrone, “non dobbiamo voltarci dall’altra parte”.

Nozione base: L’invecchiamento e la cura sono temi centrali nella società moderna. La gestione delle migrazioni richiede un approccio umano e sistemico, che consideri i migranti come una risorsa e non come un problema.

Nozione avanzata: La sicurezza della società e la prevenzione delle guerre passano attraverso la costruzione di una comunità di nazioni che superi i particolarismi e i nazionalismi. Solo con una visione politica di ampio respiro si possono evitare tragedie come quella di Roccella Jonica e garantire una vita dignitosa a tutti gli esseri umani.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)

Un commento

  1. Ma siamo seri? Ogni volta è la stessa storia, chiudere i porti è l’unica soluzione per fermare queste tragedie. Basta buonismi!

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